Basta cibo spazzatura: educhiamoci alla salute

La rete di Slow Food porta le sue esperienze e presenta le iniziative messe in atto per diffondere una maggiore consapevolezza sul cibo che mangiamo e la nostra salute.

Forse non tutti lo sanno ma la malnutrizione si manifesta con tre facce: sotto-alimentazione, carenza di nutrienti e le sovra-alimentazione.

Questi problemi si manifestano, nel nord come nel sud del mondo, in presenza di povertà economica ed educativa. Accade in Africa, come nelle zone socialmente vulnerabili delle città del mondo occidentale, dove l’accesso al cibo fresco, sano e locale è spesso un’utopia.

Andrea Pezzana, docente di nutrizione presso l’università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, ha guidato  questo Forum di Terra Madre nell’area #foodforchange Cibo e salute

“Questa area tematica Cibo e salute mostra lo slancio innovativo di Slow Food, che ha introdotto questa novità: una sezione intera dedicata al rapporto tra alimentazione e salute, all’importanza della nutrizione, perché tutti abbiano a disposizione un cibo buono, pulito giusto…e sano”. Così esordisce la prima relatrice, Antonella Cordone, Senior Technical Advisor, in Nutrizione all’IFAD. Il nostro obiettivo, in sintonia con quello di Slow Food, è ridurre la povertà nei Paesi in via di sviluppo lavorando insieme ai piccoli produttori. Nel 2018, spiega,è inaccettabile che 150 milioni di bambini non abbiano cibo a sufficienza”. La malnutrizione infatti colpisce e lascia conseguenze indelebili soprattutto nell’infanzia e nella delicata fase della crescita. Su questo tema l’intervento di Fosca Nomis, responsabile Relazioni istituzionali Save The Children. Save the Children, partner di Slow Food nel progetto Orti in Condotta, ha portato la stessa idea anche fuori dalle scuole, creando orti  che diventano il cuore pulsante di una comunità. Gli orti infatti sono il luogo per imparare tutto ciò che serve riguardo alla nutrizione e alla salute, trasferire le conoscenze e prendersene cura insieme ai genitori. L’orto è un luogo complementare alla scuola: spesso si sottovaluta l’importanza della mensa scolastica, importante mezzo per permettere ai bambini di rimanere a scuola tutto il giorno e frequentare le lezioni, che quindi pone basi solide per il loro futuro.

E se il ruolo degli orti è fondamentale e chiaro a tutti, non è da trascurare quello dei cuochi e degli chef.

Ana Edna Antonuela Ariza Retamozo, chef del ristorante MiniMal di Bogotá, membro dell’Alleanza Slow Food dei cuochi in Colombia, ha condiviso la sua esperienza nell’utilizzo di materie prime locali, come l’ajì negro, sostenibili lungo tutta la filiera, spesso proponendo frutta e prodotti locali sconosciuti anche ai colombiani stessi.

“Sappiamo che intorno a noi c’è un’ampia biodiversità, ma non la sfruttiamo” è questa la lotta di John Wanyu, Uganda, coordinatore Slow Food per l’Alleanza Slow Food dei cuochi. Porta avanti progetti e iniziative per insegnare ai bambini l’importanza di saper cucinare verdura e frutta, contro il facilmente reperibile junk food. Un’esperienza simile quella Menar Meebed, coordinatore Slow Food Egypt e fondatrice del Minnies Dried Fruits & Vegetables project;

Conclude Shane Holland, direttore di Slow Food nel Regno Unito e fiduciario di Slow Food Londra, sottolineando come la malnutrizione riguardi in misura crescente anche l’Occidente. I negozi e la GDO vendono cibo economico ma di scarsissima qualità, soprattutto per quanto riguarda la carne. Qualcosa si sta muovendo, l’attenzione sta crescendo intorno a questo tema. Ad esempio, con l’imposizione della sugar tax: l’introduzione di questa tassa ha avuto impatti positivi nel Regno Unito, ma non basta ridurre il consumo delle semplici bevande gassate, bisogna inserire questi provvedimenti in un’azione più ampia e Slow Food può ricoprire un ruolo chiave nella presa di consapevolezza.

 

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