Terra Futura: sguardo rivolto alla sostenibilità – Slow Food Editore – Giunti – Unisg

La nuova collana di Slow Food Editore, Giunti Editore e Università degli Studi di scienze gastronomiche

Cinquanta anni fa l’imprenditore Aurelio Peccei fondava quel Club di Roma che in tempi non ancora così gravosi aveva anticipato le conseguenze della continua crescita della popolazione sull’ecosistema terrestre e sulla stessa sopravvivenza della specie umana. Scienziati e attivisti dei diritti civili, economisti e imprenditori, dirigenti pubblici e capi di Stato: del Club facevano parte i massimi esperti di sostenibilità e biodiversità a livello mondiale. Oggi Slow Food Editore, Giunti Editore e Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo celebrano questo anniversario con i primi quattro titoli della collana Terra Futura, presentata in occasione di Terra Madre Salone del Gusto.

L’appuntamento è giovedì 20 alle 18 nella suggestiva cornice della Nuvola Lavazza, nel quartiere Aurora. Ospiti di eccezione sono Carlo Petrini, Gunter Pauli, Michela Murgia, Gianfranco Bologna e Cinzia Scaffidi.

Per il pubblico la prenotazione è obbligatoria attraverso la pagina www.lastampa.it/nuvolasalonedelgusto

I giornalisti possono richiedere l’accredito stampa per accedere a Nuvola Lavazza scrivendo a Pressoffice@lavazza.com.

Ecco i primi quattro titoli.

Cento pagine per l’avvenire

In questo libro uscito nel 1981, che ancora oggi mantiene inalterata la sua forza visionaria, Aurelio Peccei aveva individuato con straordinaria preveggenza il cammino da percorrere per coniugare la crescita economica e materiale con le risorse umane e naturali. Al centro dell’analisi c’è un fattore semplice e in apparenza scontato: lo sviluppo del genere umano. Per salvare il mondo dalla distruzione bisogna affidarsi al potenziale latente di ciascun individuo, povero o ricco che sia, e soprattutto chiamare i giovani a progettare e realizzare il loro avvenire. È necessaria un cambiamento radicale di mentalità, uno straordinario coraggio per gettare alle ortiche l’inconcludente Realpolitik e avere una prospettiva innovatrice, fondata sulla collaborazione mondiale, su principi e pratiche di uguaglianza reciproca tra paesi ricchi e poveri. Quando Peccei scrisse queste pagine pochi gli prestarono ascolto. Oggi la sua strategia globale è l’unica possibilità di salvezza per il nostro mondo.

L’autore

Aurelio Peccei, è stato una personalità di enorme prestigio nel mondo scientifico, culturale e imprenditoriale italiano e internazionale. Partigiano, protagonista della ricostruzione dell’Italia del dopoguerra, è stato amministratore delegato e vice-presidente della Olivetti dove ha promosso la realizzazione del primo personal computer, e nel 1968 ha fondato e presieduto il Club di Roma.

 

Come on – come fermare la distruzione del pianeta

«Le tendenze attuali non sono in alcun modo sostenibili. Una crescita continua secondo i parametri dominanti non può che entrare gravemente in conflitto con i limiti naturali del Pianeta. L’economia, sotto i dettami del sistema finanziario e della sua propensione alla speculazione, tende ad aggravare gli squilibri ecologici e le disuguaglianze». La diagnosi del Rapporto al Club di Roma esorta l’umanità a realizzare un «futuro prospero per tutti», a fermare la distruzione delle risorse naturali e l’inquinamento dell’atmosfera. Senza inseguire astratte teorie ma perseguendo l’equilibrio tra gli esseri umani e la natura, tra il breve e il lungo periodo, tra gli interessi pubblici e privati. Agire adesso è possibile. Il benessere dell’umanità si può ottenere mettendo in campo opportunità che abbiamo già a portata di mano: tecnologie sostenibili, produzione decentralizzata di energia pulita e abbandono di combustibili fossili.

Gli autori

Ernst Ulrich von Weizsäcker, già co-presidente del Club di Roma, è stato presidente dell’International Resource Panel del Programma Ambiente delle Nazioni Unite (Unep).

Anders Wijkman, co-presidente del Club di Roma, è stato deputato al Parlamento europeo e Policy Director del Programma per lo Sviluppo delle Nazioni Unite (Undp).

 

Capitalismo infelice

L’ideologia del business domina il nostro tempo. Conosce un enorme successo perché non si presenta come un’ideologia o una religione (qual è), ma come una tecnica, e quindi di portata universale. Come uscirne? In un saggio che discute e analizza il nuovo “spirito” dell’economia del nostro tempo, l’autore spiega in che modo l’ideologia manageriale manipoli e svilisca valori quali stima, riconoscimento, comunità e propone di dare vita a organizzazioni più bio-diversificate, più attente ai valori della persona. Per riconfigurare l’economia e trasformare il mercato in un laboratorio di virtù etiche e civili.

 

 

L’autore

Luigino Bruni è professore ordinario di Economia politica all’Università Lumsa di Roma. Editorialista del quotidiano «Avvenire», coordinatore del Progetto Economia di Comunione e Direttore scientifico della Scuola di Economia civile, è autore di saggi tradotti in una decina di lingue.

Imperativo sostenibilità

La sostenibilità non è un sogno impossibile. È un imperativo globale, un traguardo scientifico e politico che l’umanità ha davanti a sé. La grande sfida della sostenibilità consiste nell’attivare una relazione equilibrata e virtuosa tra fonti energetiche, sicurezza alimentare, crescita demografica, agricoltura rispettosa degli ecosistemi, rapporti tra paesi ricchi e poveri, uso di pesticidi e fertilizzanti, disuguaglianze economiche e sociali, lavoro e ricchezza, credito e commercio internazionale, produzione industriale. Con la proficua interazione tra i soggetti che operano sul campo e professionisti e scienziati, le politiche sostenibili impongono un cambio di mentalità affinché uomini e donne diventino consapevoli agenti del cambiamento e soggetti capaci di coniugare saperi e pratiche virtuose per ridurre povertà e disuguaglianze.

Gli autori

Pamela Matson, biogeochimica degli ecosistemi, insegna Scienze ambientali all’Università di Stanford dove ha diretto la School of Earth, Energy & Environmental Sciences.

William C. Clark insegna Scienze internazionali, politiche pubbliche e sviluppo umano al Harvard University Center for the Environment dell’Università di Harvard.

Krister Andersson insegna Scienza politica all’Università del Colorado a Boulder e dirige il Center for the Governance of Natural Resources.

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