Terra Madre Salone del Gusto lancia nuove sfide

Tutta Torino protagonista della nuova formula di apertura e inclusione.

L’edizione 2018 di Terra Madre Salone del Gusto coinvolge tutta Torino, in un equilibrio perfetto tra la storia della manifestazione e la nuova formula sperimentata nel 2016 che ha visto l’evento ospitato nel cuore della città.

Secondo le prime anticipazioni dal programma, infatti, il Mercato è allestito a Lingotto Fiere, le attività didattiche sono ospitate nel Palazzo della Giunta Regionale in Piazza Castello, l’Enoteca è realizzata nuovamente nella splendida scenografia di Palazzo Reale, le Conferenze, organizzate in collaborazione con il Circolo dei Lettori di Torino, si tengono nel cuore della città. Nelle prossime settimane altri luoghi della città andranno ad aggiungersi a questa mappa, a partire dalla Nuvola Lavazza, nuovo centro direzionale che l’azienda, sostenitrice sin dalla prima edizione del Salone del Gusto nel 1996, ha realizzato nel quartiere Aurora.

«Come sempre, al termine dell’edizione 2016 abbiamo valutato ogni aspetto dell’evento, analizzando i riscontri raccolti dai visitatori, dagli espositori, dai delegati della rete di Terra Madre, dai partner, dai leader di Slow Food e dagli attori della città che hanno partecipato a vario titolo alla sua realizzazione. Già in occasione della conferenza stampa del 14 dicembre 2016, nel tracciare un bilancio di Terra Madre Salone del Gusto, avevamo anticipato la nostra intenzione di cercare per il Mercato una sede diversa dal Parco del Valentino, senza però tornare indietro sui nostri passi rispetto alla scelta strategica e vincente di portare la manifestazione nel tessuto cittadino» afferma Daniele Buttignol, segretario generale di Slow Food Italia.

Durante tutto il 2017 gli uffici di Slow Food hanno lavorato sul progetto 2018, elaborando in parallelo i contenuti e gli scenari, che fino a non molti giorni fa hanno contemplato diverse possibili alternative.

«L’obiettivo principale è raggruppare Mercato, Presìdi, forum di Terra Madre, e tutte le attività con un maggiore ingombro, in uno spazio fisico più raccolto: nel 2016, al netto del grande successo dell’evento, era emersa la difficoltà di rappresentare ai tanti visitatori il messaggio di Slow Food e l’invito a “mettersi in gioco”, a farsi coinvolgere. Per l’edizione 2018, inoltre, le nuove normative relative alla sicurezza degli eventi nei luoghi pubblici avrebbero ulteriormente frazionato la dislocazione delle iniziative. La priorità, in fase di valutazione delle possibili sedi, è stata dunque individuare una location capace di accogliere più attività. Al contempo si è rafforzata l’idea di creare le condizioni per sollecitare quanti più attori possibili a farsi protagonisti dell’evento, sia nella città sia nella regione intera» continua Buttignol.

Le risoluzioni del Congresso internazionale di Slow Food, tenutosi a Chengdu (in Cina) nel settembre 2017, hanno ulteriormente sollecitato la ricerca di soluzioni organizzative capaci, da un lato, di coinvolgere attivamente il pubblico e, dall’altro, di aprirsi a una partecipazione diretta di tutte quelle realtà che si sentono di poter recitare un ruolo sul palcoscenico di Terra Madre Salone del Gusto.

«Abbiamo analizzato a fondo un’ipotesi estremamente affascinante: portare il Mercato e i lavori di Terra Madre a Mirafiori. Abbiamo dovuto abbandonare questa possibilità una volta verificato che non c’erano i tempi per rendere agibili gli spazi per le esigenze di un evento complesso come Terra Madre Salone del Gusto. Intanto, grazie alla disponibilità di GL Events, sono maturate le condizioni per riportare il Mercato a Lingotto Fiere» sottolinea Buttignol.

«Sopra tutto, però, è nostra ambizione portare i temi e i protagonisti dell’evento nelle scuole, nelle biblioteche, nelle circoscrizioni, a cui Slow Food propone di ospitare 100 incontri con i delegati di Terra Madre. Per favorire una conoscenza sempre più profonda delle donne e degli uomini che sono parte di questa straordinaria rete che a Torino ha il suo nodo centrale. E poi ci sono i bandi che lanciamo oggi, dai quali ci aspettiamo tante risposte. Anche perché Terra Madre Salone del Gusto 2018 lancerà una nuova e grande sfida, figlia del percorso di evoluzione di Slow Food e della crescita del progetto dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo: la creazione di una “università diffusa”, dove scienza ufficiale e saperi tradizionali possano dialogare con pari dignità, rendendo accessibile a tutti quella conoscenza che oggi è il principale strumento a nostra disposizione per affrontare le grandi sfide che ci troviamo a fronteggiare» conclude Buttignol.

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